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Lo spettacolo è prodotto dalla collaborazione delle compagnie teatrali Piccola Fanteria Carillon ed Equivochi.

Il tema del doping non è semplice da affrontare in teatro, ma abbiamo scelto di parlarne perché la storia di Giuliana Salce merita di essere raccontata. Lei è stata La marciatrice capace di vincere medaglie iridate e di conquistare record del mondo. Vittorie conquistate nonostante una vita non facile, in cui ha subito pesanti abusi. Vittorie pulite, senza uso di sostanze proibite che negli anni 80 si stavano diffondendo in modo sempre più fitto tra gli atleti. 

 

Di fronte al diffondersi del doping proprio Giuliana Salce decise di esporsi pubblicamente chiedendo maggiori tutele per gli sportivi. Una presa di posizione che non fu apprezzata nell'ambiente sportivo e che le impedì di chiudere la carriera partecipando alle olimpiadi. Ma dieci anni dopo, sedotta dall'idea di tornare all'agonismo, questa volta nel ciclismo, cedette alle pressioni dell'ambiente e fece uso di doping. Ma...

 

"All’inizio ti senti onnipotente, imbattibile, ma nel 2004, dopo la morte di Marco Pantani, decisi di autodenunciarmi".

In scena, tra immaginari set televisivi e piste da gara, si parlerà dunque di sport, di doping. Ma anche del coraggio di Giuliana, della sua forza e del suo tentativo di rinascere.

Laura Carioni interpreta Giuliana Salce. In scena con lei Davide Scaccianoce nella parte del conduttore di un talk show.

Le figure maschili legate al passato di Giuliana appaiono come ricordi tramite la tecnica dell'ologramma, evocati in scena tramite la regia di Sergio Fantoni.